Essiccatore alimentare solare: come funziona, come realizzarlo

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L’essiccazione degli alimenti è un processo naturale con il quale si elimina l’acqua dai cibi in maniera sana e sicura, garantendo così una lunga conservabilità dei prodotti, nel rispetto delle loro caratteristiche nutrizionali. Spesso, chi si avvicina al mondo dell’essiccazione lo fa perché spinto da uno stile di vita sano, con particolare riguardo a un’alimentazione più curata. Capita, pertanto, che la voglia di stare bene con se stessi, e a stretto contatto con la natura che ci circonda, ci porta a considerare l’ipotesi di realizzare, con le proprie mani, quante più cose possibili, in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale che i nostri acquisti e le nostre azioni potrebbero comportare. Ecco perché, molte persone si avvicinano all’essiccazione naturale anche attraverso il mondo del fai da te. Vediamo come realizzare in casa un disidratatore solare.

 

Una scelta ecologica

L’essiccatore fai da te rappresenta una scelta intelligente che rispetta l’ambiente. Al di la dei pochi elementi necessari alla sua realizzazione, spesso è possibile costruire questo aggeggio con materiali di scarto o di recupero, come vecchie assi di legno, casse e bancali. Inoltre, questo dispositivo non incide assolutamente sui costi in bolletta perché funziona a energia solare.

Se nel tempo i vari elementi si usurano, è semplice recuperarli o rifarli daccapo. Per gli essiccatori commerciali è necessario, invece, riordinare i pezzi con costi e attese maggiori.

Partiamo dal primo esemplare

I primissimi essiccatori solari erano realizzati in modo molto semplice. Se avete poca pazienza e scarsa propensione al fai da te, potrete costruire anche voi, con estrema facilità, questi modelli molto elementari e particolarmente economici, nati dall’ingegno delle nostre nonne. Vi occorreranno solo 4 assicelle di legno, con le quale formare una cornice, sulla quale spillare una rete a maglie strette utilizzando delle comuni graffette.

Anche l’intelaiatura di una vecchia finestra potrebbe essere utilizzata per questa finalità.

Questo essiccatore solare può essere messo dove volete, ad esempio, a cavallo di due supporti che potrebbero essere delle sedie oppure sui ripiani del balcone di casa. La disidratazione dei prodotti avviene in questo caso per esposizione diretta dei cibi ai raggi solari. Questi essiccatori elementari sono ottimi per disidratare ortaggi, come pomodori e zucchine, in piena estate, oppure per la pasta fresca. Fate attenzione, però, agli insetti, alle scottature solari e alle polveri.

Anche l’essiccazione solare si è evoluta

Naturalmente, anche i disidratatori fai da te più semplici si sono evoluti nel tempo. Attraverso un attento studio, atto a sfruttare al meglio la captazione dei raggi solari per riscaldare l’aria, si è arrivati a una nuova versione che ha modificato e migliorato l’idea delle nostre nonne, ottimizzando allo stesso tempo gli spazi a disposizione per essiccare quanti più alimenti possibili. Se avete intenzione di costruire da soli il vostro essiccatore solare allora dovete sapere che è possibile creare due distinte tipologie di disidratatore:

  • con sistema integrato, il quale presenta la camera di essiccazione e quella di captazione dei raggi solari in un unico corpo, in altre parole alla base della prima si dispone anche il sistema che riscalda l’aria in entrata;
  • con elementi distinti, nei quali la camera di captazione è separata da quella di essiccazione, pertanto, l’aria che entra dall’esterno percorre il primo ambiente, riscaldandosi, e si dirige verso il secondo spazio, dove sono presenti le reti per l’essiccazione.

Gli schemi per la costruzione di queste due tipologie di disidratatori sono davvero tanti. In quest’articolo, noi vi daremo le indicazioni per costruire questi due modelli di essiccatori, basandoci sui prototipi più semplici possibili, quindi i più facili da realizzare.

Da cosa è composto un disidratatore fai da te

Prima di vedere nello specifico come costruire il nostro disidratatore solare, vediamo quali sono le parti di cui è composto e che sono necessarie per una perfetta riuscita del progetto che andremo a realizzare.

  • Una camera di essiccazione nella quale disporre le reti di disidratazione, realizzata con assi di legno o materiali di recupero, munita di sportello.
  • I cassetti su cui disporre i cibi da trattare.
  • Reti a maglie strette, ottime quelle per le zanzariere.
  • Dei fori per l’ingresso e l’uscita dell’aria, meglio se chiudibili per regolare la temperatura interna.
  • Elementi scuri per la base della camera di captazione dei raggi solari.
  • Materiali chiari in policarbonato per la parte che chiude la camera di essiccazione e/o quella di captazione.
  • Termometro per la misura delle temperature raggiunte.

Come funziona

Nei disidratatori fai da te, i raggi solari sono catturati dalla camera di captazione. Il foglio nero, disposto sul fondo, aumenta così la sua temperatura perché trattiene il calore. Quest’ultimo è ceduto all’aria che entra dal foro d’ingresso, creato alla base della camera di captazione. L’aria calda è convogliata verso la cella di essiccazione, dove opera la disidratazione degli alimenti, per poi fuoriuscire, carica di umidità, dai fori di sfiato, posti sul lato opposto.

In poche parole, l’essiccatore solare è come una serra nella quale, però, è fatta circolare aria calda in maniera costante e controllata.

Sicurezza dei materiali

Una nota importante riguarda i materiali che andrete a utilizzare per realizzare l’essiccatore solare, che devono essere sicuri per la vostra salute. Pertanto, evitate parti verniciate con prodotti di cui non sapete l’origine o materiali che potrebbero rilasciare sostanze dannose per l’organismo. Le alte temperature raggiunte nell’essiccatore solare potrebbero determinare un passaggio di questi prodotti dalle componenti utilizzate ai cibi posti a disidratare.

Fate, perciò, particolare attenzione a quando utilizzate materiali di recupero. Per le parti acquistate, invece, chiedete sempre di cosa sono fatte e, soprattutto, con quali sostanze chimiche sono state trattate.

Prima di partire

La forma e la grandezza che darete al vostro essiccatore non hanno importanza, non incidendo sulla funzionalità dello stesso. Basilare, invece, sarà vedere gli spazi a vostra disposizione. Ci sarà una bella differenza nel progetto da realizzare se avete un bel giardino o un grosso terrazzo rispetto a uno spazio più stretto offerto da un piccolo balcone oppure una finestra. Se avete intenzione di costruire un modello piuttosto grande, pensate anche a come poterlo spostare con facilità da un posto all’altro: in questo caso è meglio se munite la struttura del vostro essiccatore anche di rotelle che vi faciliteranno il suo posizionamento.

Cosa serve

Prima di passare ai nostri due progetti, vediamo quali materiali dovrete procurarvi, indicandovi anche tra cosa potete scegliere e qual è meglio preferire nella costruzione del nostro modello:

  • assi e listelli di legno, di dimensioni differenti, che serviranno a formare i supporti, le cornici e le basi di appoggio dell’essiccatore;
  • tavole di legno o fogli di compensato oppure una cassa di legno per formare la camera di essiccazione;
  • reti a maglie strette;
  • fogli trasparenti Lexan in policarbonato compatto per il coperchio della camera di captazione oppure vetro;
  • lastre trasparenti in policarbonato alveolare se volete realizzare una camera di essiccazione trasparente;
  • fogli in alluminio neri, resistenti alle alte temperature, oppure buste nere della spazzatura, per la base della camera di captazione;
  • termometro circolare;
  • viti, graffette e cerniere;
  • trapano;
  • sega circolare (se disponete di una cassa non è necessaria);
  • fresa per il legno.

Se non avete utensili per la lavorazione del legno, nei negozi di bricolage dove acquisterete i vari pezzi, necessari alla realizzazione del vostro disidratatore, potrete anche farvi praticare i vari fori e i tagli necessari.

Progetto uno: il sistema integrato

In questo primo progetto, andremo a costruire un essiccatore in un unico volume, nel quale sarà presente sia la camera di captazione dei raggi solari che quella d’essiccazione. In poche parole, dovrete realizzare una grossa scatola inclinata sul cui fondo sarà disposto il foglio scuro che dovrà riscaldare l’aria in entrata.

  • Se non disponete già di una cassa, allora, costruitene una su misura tagliando le tavole di legno o i fogli di compensato con la sega circolare e poi unite i pezzi insieme.
  • A questo punto, con l’aiuto di una fresa, praticate dei fori nella cassa, su due lati opposti del vano, che serviranno a fare circolare l’aria.
  • Disponete sul fondo della camera di essiccazione il foglio nero, fissandolo per bene.
  • Sui lati liberi, invece, fissate dei listelli di legno che vi serviranno come basi di appoggio dei cassetti per l’essiccazione.
  • Sempre su uno dei lati liberi, dovrete praticare un foro con la sega circolare per incorporare il termometro circolare.
  • Create e fissate i piedi di supporto alla cassa che, giacché, dovrà avere una struttura inclinata, devono essere realizzati di diversa altezza.
  • Con le assi di legno, create una cornice all’interno della quale inserire il foglio in policarbonato compatto, bloccate il tutto con le viti.
  • Applicate le cerniere alla cornice e fissatela alla cassa, questo sarà lo sportello del vostro essiccatore.
  • A parte, create i cestelli per riporre gli alimenti, utilizzando delle assicelle di legno e fermate a questi la rete utilizzando delle graffette.
  • Infilate i cassetti nei listelli di legno montati in precedenza sui lati della camera di essiccazione.
  • Il vostro disidratatore a sistema integrato è ora pronto.

Progetto due: a elementi separati

In questo secondo progetto, andremo a realizzare un essiccatore in due corpi separati, uno rappresentato dal sistema di captazione dei raggi solari e uno dalla camera di essiccazione. La forma finale di questo disidratatore ricorderà molto quella di uno scivolo per bambini, provvisto però di un’alta torre che è rappresentata dal vano essiccatore.

  • Per la costruzione della camera di essiccazione dovrete creare una sorta di cubo con le assi di legno.
  • La camera deve essere rivestita con sei fogli trasparenti in policarbonato, cinque fungeranno da pareti e una frontale da apertura.
  • Importante, è garantire sempre la circolazione dell’aria con fori di apertura ai lati opposti del vano, uno alla base e uno in alto.
  • Formate anche una struttura di appoggio, sulla quale fissare la vostra camera, ad esempio con assi di legno munite di rotelle per il trasporto.
  • Invece, per la camera di captazione, dovrete costruire una seconda struttura rettangolare, con la base in compensato, o in legno, da rivestire con il foglio nero.
  • Se avete una cassa con pareti non troppo alte, potrete utilizzare questa come camera di captazione dei raggi solari.
  • Anche in questo vano, dovrete creare due aperture, una in alto e una in basso.
  • Con le assi di legno costruite la cornice per il coperchio che completerete con il foglio in policarbonato compatto.
  • Fissate la cornice alla camera di captazione
  • Per capirci meglio, la camera di captazione deve somigliare a una scatola di scarpe ma con coperchio trasparente.
  • Con assi di legno fissate i piedini alla scatola che dovrà essere inclinata.
  • Bloccate la scatola di captazione a quella di essiccazione, in modo che i fori per il ricircolo dell’aria combacino.
  • Il vostro essiccatore solare a sistema separato è pronto.

Come utilizzarlo al meglio

Una volta realizzato, il vostro essiccatore potrà essere utilizzato per disidratare frutta, ortaggi, erbe aromatiche e officinali. Importante è il posizionamento diretto verso i raggi del sole, al fine di captarli al meglio durante la giornata. Se, nel periodo estivo, la temperatura della camera di essiccazione dovesse salire troppo potrete controllarla variando l’apertura e la chiusura dei fori d’ingresso dell’aria. In poche parole, se l’aria diventa troppo calda, allora tenete completamente aperti questi fori, in modo da favorire il suo ricambio. Viceversa, nelle giornate meno assolate, se volete mantenere la temperatura più alta all’interno della camera di essiccazione, chiudete in parte queste aperture.

Prepariamo gli alimenti

Negli essiccatori solari valgono le stesse regole messe in atto per i disidratatori elettrici.

  • I cibi devono essere scelti, lavati e tagliati allo stesso spessore.
  • L’altezza di taglio inciderà sul processo di disidratazione.
  • I cibi disidratati devono essere subito riposti nei contenitori scelti per la conservazione o riacquisteranno parte dell’umidità persa.

Vantaggi e svantaggi

Come ogni sistema, anche l’essiccazione solare ha i suoi pro e i suoi contro. Dalla sua parte, questo metodo consente senza dubbio di essiccare gli alimenti senza sprechi energetici, in modo del tutto naturale. Purtroppo, il fatto di dipendere dalle belle giornate, incide sui tempi di disidratazione. L’essiccatore solare funziona anche nelle giornate nuvolose ma a una temperatura che è diversa da quella che si avrebbe, invece, nelle giornate più assolate. Questo inconveniente non si ha, invece, con i macchinari elettrici, nei quali impostando i parametri di temperature questi restano costanti per tutto il tempo del trattamento. Gli essiccatori fai da te sono, inoltre, più ingombranti e richiedono i loro spazi.

I costi

I costi per creare in casa un essiccatore fai da te sono molto variabili e dipendono dalla tipologia di materiali utilizzata, oltre che dalla grandezza del disidratatore. Ovvio che se usate solo materiali di recupero potreste spendere anche poche decine di euro. Viceversa, se cercate materiali più particolari i costi aumenteranno di sicuro. In ogni caso, la convenienza economica, rispetto agli essiccatori elettrici è netta, soprattutto perché, una volta finito di costruire il vostro essiccatore solare, non dovrete spendere altri soldi.


Natalia Piciocchi è un libero professionista che da anni si occupa di qualità e conservazione degli alimenti. E’ autrice di testi agronomico-culinari. Scrive per varie aziende per la recensione di prodotti alimentari, utensili per la casa e la cucina.

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