Tutti i tipi di frutta essiccata e loro usi in cucina

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La frutta disidratata è un alimento naturale, salutare e dietetico, perché è una fonte preziosa di macro e micronutrienti ed è caratterizzata da un alto potere energizzante. Disidratate la propria frutta in casa comporta una serie di vantaggi che cercheremo di farvi capire meglio in quest’articolo.

Essiccare la frutta in casa: quali vantaggi

L’essiccazione della frutta ci fa prima di tutto risparmiare soldi e ci offre la possibilità di avere a disposizione tutto l’anno dei prodotti altrimenti stagionali. Facciamo un esempio per capirci meglio: le fragole fresche sono vendute per brevi periodi dell’anno e acquistarle disidratate ha senza dubbio un costo non indifferente. Con un essiccatore casalingo possiamo fare scorta di tutta la frutta essiccata che vogliamo, acquistando il prodotto fresco nel periodo migliore dell’anno, sia per la stagionalità sia per la convenienza di prezzo. Per chi possiede una produzione di frutta propria poi, l’essiccatore rappresenta un ulteriore mezzo di conservazione per le eccedenze di prodotto. Gli spazi per la conservazione della frutta secca sono oltretutto ridotti.

Essiccare la frutta in casa dà una maggiore garanzia di qualità e sicurezza alimentare. Con l’essiccazione casalinga, infatti, non sono usati conservanti e additivi presenti invece nei prodotti in commercio. Inoltre, muffe e batteri avranno difficoltà a crescere sulla frutta disidratata perché mancherà il mezzo necessario per il loro sviluppo, che è appunto l’acqua.

Pertanto, disidratare la frutta in casa permette di:

  • fare scorta di prodotti stagionali
  • conservare le eccedenze di frutta, soprattutto per chi ha una produzione propria
  • recuperare gli scarti della frutta
  • conservare la frutta in dispensa occupando piccoli spazi
  • risparmiare dei soldi
  • avere una maggiore sicurezza alimentare
  • avere una migliore garanzia di qualità
  • prendersi cura della propria salute
  • avere un prodotto sempre pronto all’uso o da utilizzare per tante ricette in cucina

Quale frutta possiamo disidratare con un essiccatore domestico?

A questo punto vi starete chiedendo quale tipologia di frutta possiamo trattare con un essiccatore? Scegliendo accuratamente i tempi e le temperature per la disidratazione, in pratica qualunque tipologia di frutta può essere disidratata.

Con l’essiccatore potrete trattare mele, kiwi, arance, fichi, banane, fragole, albicocche, prugne, ciliegie, pere, datteri, arance, frutti di bosco e ananas.

Anche gli scarti della frutta possono essere tranquillamente essiccati: le bucce di mela o le scorze degli agrumi, ad esempio, si possono disidratare e poi macinare finemente per farne una deliziosa e profumata farina. L’uso dell’essiccatore non pone fine alla vostra fantasia: tutto quello che secondo voi può essere recuperato e riutilizzato potrà essere disidratato per creare dei prodotti innovativi, molto utili in ambito culinario. Un vantaggio non da poco se si pensa che le bucce della frutta sono ricche di vitamine, fibre e antiossidanti.

Prima di procedere all’essiccazione

Qualunque sia la tipologia di frutta che decidiate di essiccare, la regola base è di scegliere prodotti di qualità, al giusto grado di maturazione, senza ammaccature o parti danneggiate. I frutti scelti, poi, devono essere tutti allo stesso stadio della maturazione, in questo modo uniformerete i tempi di disidratazione.

Come disidratare la frutta con un essiccatore

Viste le tipologie di frutta che possiamo trattare nell’essiccatore, adesso vediamo nello specifico come fare per avere una disidratazione perfetta, senza sprecare tempo, prodotto e denaro.
Per prima cosa, laviamo e asciughiamo bene la nostra frutta. Possiamo decidere di eliminare o lasciare la buccia. E’ bene ricordare, però, che nei casi di prodotti biologici la buccia può essere tranquillamente lasciata vicino alla fetta oppure essiccata a parte.

Ora tagliate a fette la frutta, nello spessore che desiderate, comunque inferiore al cm. Una cosa importate è quella di essere uniformi nel taglio e fare fette tutte uguali: solo in questo modo i pezzi di frutta si disidrateranno in modo uniforme.

Lo spessore di taglio dipenderà molto anche dall’uso che vorrete fare della vostra frutta. Se ad esempio, volete delle chips di frutta, da consumare tal quale, allora le fette devono essere tagliate a uno spessore inferiore a 5 mm.
Alcune tipologie di frutta, come le albicocche, le prugne, l’uva e i fichi secchi possono essere tagliati a metà o lasciati interi: i tempi di essiccazione naturalmente varieranno. I frutti di bosco devono essere lasciati interi.

Come evitare che la frutta tagliata annerisca durante il processo di essiccazione

Per alcune tipologie di frutta, come le mele, è bene immergere le fette in acqua e limone, man mano che queste sono tagliate, per evitare che esse diventino scure. L’acido citrico presente nel limone, ridurrà i fenomeni di ossidazione della frutta, conservandone i colori naturali. Lo stesso procedimento è consigliabile anche con le albicocche, con le fragole, con le banane e con tutta quella frutta che tende a ossidarsi, e quindi a divenire scura, una volta tagliata.

Come non far attaccare la frutta al cestello dell’essiccatore

Durante il processo di disidratazione la frutta tagliata, in particolar modo quella ricca di sostanze zuccherine, come ad esempio i fichi, tende ad attaccarsi ai cestelli dell’essiccatore. Cosa piuttosto antipatica, perché comporta la successiva pulizia dei cestelli. Per evitare tale inconveniente, basterà rivestire i cestelli con fogli di carta forno tagliati nella giusta misura. I fogli possono essere riutilizzati più volte.

Quali sono i tempi necessari a disidratare la frutta?

I tempi necessari per una corretta disidratazione dipenderanno essenzialmente dal tipo di frutta utilizzata, dallo stato di maturazione della stessa e dallo spessore che abbiamo dato ai nostri pezzi. Per quanto riguarda la temperatura da impostare, invece, bisognerà fare attenzione che oltre un certo limite la frutta potrebbe danneggiarsi, perdendo in termini di qualità. Altro fattore di cui tenere conto è che gli essiccatori mandano il getto di calore dal basso verso l’alto, i pezzi di frutta messi nei primi cestelli tenderanno a disidratarsi prima. Pertanto è consigliabile invertire la posizione dei cestelli a metà percorso di disidratazione e rigirare i pezzi di frutta per accelerare i tempi.

In ogni caso, è bene seguire i consigli e le ricette allegate al vostro essiccatore, circa i tempi e le temperature da adottare. Naturalmente, con l’esperienza imparerete quali sono gli accorgimenti migliori da impiegare per essiccare al meglio la vostra frutta.

Come faccio a capire se la mia frutta si è disidratata bene?

Alla fine del ciclo di essiccazione, prelevate un pezzetto di frutta e verificate per prima cosa se questo è croccante, per le chips di frutta, oppure morbido e gommoso, per le fette di frutta tagliate più spesse. Al taglio ogni pezzo deve essere ben asciutto. Cosa importante è non interrompere mai il processo di disidratazione e, quando questo è terminato, riporre subito la frutta nei contenitori per la conservazione. Se lasciamo la nostra frutta all’aria, dopo aver terminato il processo di essiccazione, questa riprenderà parte dell’umidità persa, compromettendo così la conservazione del prodotto.

Come conservare al meglio la frutta disidratata

Una volta eseguito il processo di disidratazione, i pezzi di frutta possono essere conservati in vari modi. I mezzi migliori sono rappresentati dai barattoli in vetro trasparente, o colorato, a chiusura ermetica. Il vetro rappresenta, senza dubbio, il mezzo di conservazione migliore perché è un ottimo isolante termico, non c’è il pericolo di cessione di materiali organici al prodotto conservato, evita il passaggio di sostanze chimiche e gassose dall’esterno. I vasetti di vetro, oltre a fare una bella mostra di sé in dispensa, ci permettono anche di visionare periodicamente il loro contenuto.

In alternativa al vetro, possiamo utilizzare dei contenitori di plastica, sempre con tappo a chiusura ermetica, oppure delle buste in polietilene, che andranno ben sigillate.

Per quanto tempo si conserva la frutta disidratata?

Una volta riposta nel mezzo che fa più comodo alle vostre esigenze, la frutta disidratata deve essere conservata in dispensa, al buio. I tempi di conservazione dipenderanno molto dal tipo di frutta utilizzata. In linea generale, è bene consumare la frutta disidratata entro l’anno, così da assaporare appieno le caratteristiche organolettiche del prodotto, che con il tempo andrebbero comunque a perdersi.

Come reidratare la frutta disidratata

La frutta disidratata può essere utilizzata tal quale oppure fatta rinvenire in un mezzo liquido. Per reidratare la vostra frutta essiccata potrete utilizzare acqua calda oppure un vino o un liquore. La frutta deve essere lasciata in ammollo fino a che diventa tenera e gonfia, dopodiché deve essere scolata dal liquido, strizzata e lasciata asciugare.

Cosa si può fare con la frutta disidratata? Prima di tutto, le chips di frutta!

Abbiamo visto che qualunque tipologia di frutta può essere disidrata e conservata con un essiccatore. Ora vediamo cosa possiamo produrre con il nostro essiccatore e come possiamo utilizzare queste nostre creazioni in cucina.

Le chips di frutta sono uno snack molto gustoso, sempre pronto all’uso, ideale per quando si vuole mangiare qualcosa di sfizioso ed energetico. Le chips di frutta sono uno spuntino sano e leggero, da assaporare tal quale oppure mescolate a miele, noci e nocciole, ad esempio. Le chips di frutta possono essere utilizzate anche per arricchire gelati, yogurt o per preparare delle barrette energetiche da portare in palestra, in ufficio oppure a scuola.

Per preparare le chips, la frutta va tagliata a fette molto sottili e fatta disidratare alla temperatura e nei tempi indicati dal vostro essiccatore. Una volta pronte, le chips di frutta possono essere conservate come indicato nei paragrafi precedenti.

Poi, le fette di frutta aromatizzata

Prima di avviare il processo di disidratazione, potrete cospargere la frutta tagliata con gli aromi che più vi piacciono. Una volta sistemate le fette di frutta nei cassetti degli essiccatori, cospargetele con cannella, chiodi di garofano macinati, curcuma, zucchero di canna o zucchero a velo.

Ancora, infusi alla frutta per tè e tisane

Gli infusi alla frutta possono essere prodotti tranquillamente tra le pareti domestiche con l’uso di un essiccatore. Mescolando vari tipi di frutta, potrete creare un’infinità d’infusi da assaporare all’ora del o da regalare alle persone care.
Gli infusi alla frutta sono facilissimi da preparare, basterà disidratare la frutta tagliata a fette per il tempo necessario, che deve quindi essere asciutta e croccante. La frutta essiccata deve essere poi tritata finemente e conservata in barattoli a chiusura ermetica. All’occorrenza, basterà versare su un cucchiaino del vostro infuso 200 ml di acqua bollente per assaporare una fumante tazza carica di note profumate e principi attivi.

Inoltre, snack e merende con la frutta secca

La frutta disidrata può essere utilizzata per preparare snack, merende, biscotti e torte da credenza. Basterà tritare le fette di frutta in pezzi più piccoli e unire questi all’impasto fatto.
Se preparate una frolla per crostate o biscotti, i pezzi di frutta disidrata andranno aggiunti come ultimo ingrediente all’impasto fatto. Per le torte da credenza potrete prima reidratare la frutta, come vi abbiamo già descritto, e aggiungerla all’impasto, morbida e asciugata, come ultimo ingrediente.

Anche le farine da frutta disidratata

Un uso molto interessante della frutta disidratata è quello di farne delle farine da utilizzare per le vostre ricette in cucina. Le farine si possono produrre sia da frutta intera sia dagli scarti della stessa. Con l’essiccatore potrete ottenere farine di mela, di fragole, di arance, di mandarini, di limoni e di castagne, da usare per fare una pasta fresca particolare, per arricchire le creme de i vostri dolci, per fare delle frolle colorate e profumate.

E le bucce di mela e le scorze degli agrumi per la produzione delle farine?

Una volta disidratata la vostra frutta, questa andrà macinata finemente e poi asciugata ulteriormente nell’essiccatore per un’ora alla temperatura di 40°C. Le farine devono essere poi conservate in contenitori a chiusura ermetica, in questo modo si evita che assorbano l’umidità dell’aria, compromettendone così la conservazione.

E per finire, sali e zuccheri aromatizzati

Con la frutta disidrata, in particolare con le bucce degli agrumi e delle mele, potrete preparare anche dei particolari sali e zuccheri aromatizzati. Macinate finemente la vostra frutta disidratata, poi mescolatela al sale o allo zucchero in parti uguali e riponete il tutto nell’essiccatore. Fate asciugare ancora 1 ora a 40°C. Riponete i vostri sali e zuccheri aromatizzati in barattoli di vetro a chiusura ermetica.

Riassumendo: la tabella su come disidratare la frutta e come usarla in cucina

Per comodità, vi lasciamo alla lettura questa pratica tabella riassuntiva, dove sono indicati, per ogni tipologia di frutta, modi e tempi di disidratazione e il successivo utilizzo in cucina.

Tipo fruttaModalità di disidratazioneTempi e TemperatureUtilizzo in cucina
MelaA fette, con o senza la buccia, irrorate con succo di limone8-24 ore
50-60 °C
Chips di frutta, per snack e merende, torte e biscotti. Per essere stufate, nelle zuppe, nei primi e nei secondi piatti.
PereA fette 8-10 mm, con o senza buccia24 ore
50-60 °C
Per aromatizzare il tè o nella preparazione di dolci e biscotti. Nei risotti e nei secondi piatti.
AranceA fette spesse
3-4 mm con la buccia
4-8 ore
60-65 °C
Caramellate con l’aggiunta di zucchero a velo a inizio del processo di essiccazione, si usano per decorare torte e dolci, per aromatizzare il tè.
MandariniA picchi, eliminando i semi presenti4-8 ore
60-65 C°
Caramellati con l’aggiunta di zucchero a velo a inizio del processo di essiccazione, si usano per decorare torte e dolci.
KiwiA fette di 10 mm, senza buccia10-16 ore
50°C
Chips di frutta, barrette energetiche, dolci.
CiliegieIntere denocciolate o tagliate a metà. Possono essere anche preventivamente sbollentate24-30 ore
50°C
Per tisane, barrette e biscotti. Primi e secondi piatti.
FichiInteri o aperti a metà, disposti con il lato interno in alto36-60 ore
50°C
Possono essere reidratati o meno prima del loro utilizzo. Per decorare torte e crostate, nei dolci e per la piccola pasticceria, per le barrette energetiche da consumare tal quale.
PrugneIntere, denocciolate15 ore
50-60°C
Da mangiare tal quali o da usare nei dolci e nella piccola pasticceria.
AlbicoccheA metà o intere, denocciolate36-60 ore
50°C
Possono essere reidratate in acqua calda prima di usarle per dolci e biscotti.
FragoleIntere o a fettine12-24 ore
50°C
Possono essere reidratate o meno prima del loro utilizzo. Per biscotti e barrette energetiche, per infusi e decorazioni.
CachiA fette, con o senza buccia8-24 ore
50-60°C
Da consumare tal quale oppure nei dolci e nella preparazione dei secondi di carne.
AnanasA fette da 10 mm circa24-26 ore
50°C
Per decorare dolci, per aromatizzare il tè.
BananaTagliate a rondelle e irrorare co succo di limone24 ore
50°C
Consumate tal quali oppure usate nei dolci
Frutti di boscoInteri>10 ore
50°C
Infusi, snack, merende, barrette energetiche, torte e biscotti. Possono essere usati disidratati oppure reidratati in acqua o liquore.
CastagneDisidratate la farina ottenuta dalle castagne bollite, sbucciate e passate allo schiacciapatate.6-10 ore
45- 50°C
Per preparare dolci e pasta fresca
UvaAcini interi o a metà24-26 ore
60°C
Possono essere rinvenuti o meno in acqua o liquore. Usati per dolci, biscotti, infusi, primi e secondi piatti.
Bucce di mele e di agrumiTagliate sottili. Per gli agrumi senza la parte bianca che è amara12 ore
50°C
Per preparare farine, sali e zuccheri aromatizzati

Natalia Piciocchi è un libero professionista che da anni si occupa di qualità e conservazione degli alimenti. E’ autrice di testi agronomico-culinari. Scrive per varie aziende per la recensione di prodotti alimentari, utensili per la casa e la cucina.

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