Quanto consuma un essiccatore alimentare per frutta, verdura e alimenti in generale?

Quando si è orientati verso l’acquisto di un essiccatore, sono tanti i fattori di cui tenere conto: la marca, le prestazioni, la capacità di lavoro, il prezzo, il consumo energetico e il design. Anche se il mercato viene incontro alle esigenze dei consumatori offrendo loro un’ampia scelta di disidratatori domestici, una delle domande più frequenti, al momento della scelta dell’essiccatore per alimenti, è proprio quella sul consumo energetico di questi elettrodomestici. Vediamo di chiarire meglio come incide sui costi in bolletta questo elemento decisivo nella scelta all’acquisto di un essiccatore casalingo, cercando nello stesso tempo di orientarvi sul giusto utilizzo di questo elettrodomestico al fine di ottimizzarne i consumi energetici.

Diversi modelli sul mercato in base alle proprie esigenze

Nella scelta di un essiccatore per alimenti, dobbiamo tenere conto della quantità degli alimenti che andremo ad essiccare e della potenza dell’elettrodomestico.  Per chi, ad esempio, deve essiccare piccole quantità di alimenti, ci sono essiccatori che possono trattare pochi chilogrammi di prodotto alla volta; il costo di questi elettrodomestici e il loro relativo consumo energetico sono, sicuramente, tra i più bassi.

Per chi, invece, deve disidratare delle grande quantità di alimenti e, soprattutto, una diversa tipologia di prodotto, la scelta verso modelli con una maggiore capacità di essiccazione comporterà sicuramente un costo di acquisto maggiore e un consumo energetico più elevato.

I modelli con prestazioni più elevate, però, sono quelli che offrono anche una maggiore variabilità di programmi con un diverso consumo energetico, in relazione alla tipologia di alimento da disidratare.

Quanto consuma un essiccatore casalingo?

Ma in sostanza, quanto consuma un essiccatore casalingo? E soprattutto, è possibile utilizzare gli essiccatori per più ore al giorno senza dover vedere salire il costo della propria bolletta energetica?

Iniziamo subito col dire che i comuni essiccatori casalinghi funzionano con un consumo energetico che può andare da 200 W a 550 W, quelli professionali, naturalmente, hanno consumi più elevati, che sono nell’ordine di 1000 W.

L’elemento determinante? La regolazione della temperatura di disidratazione

I consumi energetici maggiori si avranno solo se gli essiccatori funzionano alle temperature più alte, cioè quelle intorno ai 68-70°C, cosa peraltro difficile perché la disidratazione per la maggior parte degli alimenti deve avvenire a temperature blande, per preservare il contenuto vitaminico degli stessi.

I modelli più semplici di essiccatori casalinghi mancano della possibilità di regolare la temperatura, pertanto anche i consumi energetici non possono essere regolati in funzione di questo fattore. Si tratta, però di modelli piuttosto piccoli, con le capacità di carico minime, adatti per quelle persone che non usano spesso l’essiccatore o che comunque lo usano per pochi alimenti e solo in certi periodi dell’anno.

Negli essiccatori dotati di termostato regolabile, invece, sarà possibile scegliere il giusto compromesso tra la temperatura da impostare, in funzione della tipologia di alimento, della fascia energetica e dell’uso concomitante di altri elettrodomestici.

In linea generale, un essiccatore che funziona alla temperatura di 40-50 °C, che è quella media utilizzata per la maggior parte degli alimenti, avrà un consumo energetico di molto più basso a quello che si avrebbe se si sfruttasse appieno la potenza massima propria dell’elettrodomestico.

Gli essiccatori con programmi economy

Alcuni essiccatori casalinghi sono dotati del programma economy, che permette di operare con un più basso consumo energetico. Questi essiccatori sono l’ideale se vogliamo ottimizzare al massimo i consumi energetici, perché possono essere impostati nei momenti della giornata in cui la fascia oraria è più cara o se ci sono altri elettrodomestici in funzione. Naturalmente, con i programmi economy i tempi di essiccazione saranno più lunghi.

Il programma economy ha il vantaggio di poter eseguire la disidratazione degli alimenti, senza dover interrompere il processo, a un costo energetico inferiore. Ad esempio, se di notte abbiamo altri elettrodomestici accesi, come la lavatrice o la lavastoviglie, possiamo inserire il programma economy all’essiccatore che potrà quindi continuare a funzionare a un consumo energetico molto più basso.

E’ bene ricordare che il processo di essiccazione non va mai interrotto, per poi essere ripreso: l’alimento riacquisterebbe parte dell’umidità persa con conseguente perdita delle caratteristiche organolettiche del prodotto finale.

I consumi energetici variano in base a diversi fattori

Indipendentemente dalla temperatura impostata e dalla fascia oraria energetica, altri fattori influiscono sicuramente sulla durata del processo di essiccazione e di conseguenza sui costi totali:

  • la tipologia di alimento da trattare: alcuni prodotti si essiccano in pochissime ore, come ad esempio le bucce degli agrumi e i funghi; altri alimenti, invece, hanno bisogno di più tempo, anche 24-48 ore per completare la disidratazione, è il caso questo dei fichi freschi.
  • la stagione: d’estate i processi di essiccazione richiedono una spesa energetica inferiore, perché l’essiccatore deve riscaldare aria che ha già raggiunto una certa temperatura, provenendo dall’ambiente esterno.
  • l’umidità dell’aria: nelle giornate più umide il processo di essiccazione potrebbe richiedere più tempo perché l’aria che entra in circolo farà più fatica ad assorbire l’acqua degli alimenti.

Il vantaggio dell’essiccazione a fronte del maggior consumo energetico

In definitiva, l’essiccatore ha un suo consumo energetico, che come abbiamo visto è possibile comunque ridurre al minimo attraverso una scelta attenta, al momento dell’acquisto, del modello dell’elettrodomestico e delle temperature di essiccazione. Non dobbiamo dimenticare però i numerosi vantaggi che questo macchinario comporta non dovendo acquistare alimenti già disidratati.

Per capirci meglio basta fare un esempio molto semplice. I fichi secchi hanno un costo sul mercato notevole, questo soprattutto nel periodo invernale e sotto Natale. Essiccare i fichi in casa ha sì un costo maggiore rispetto a quello sostenuto per la disidratazione di altri alimenti, perché richiede molte ore di funzionamento dell’essiccatore, ma giustificato in pieno dal vantaggio economico di non dover acquistare poi un prodotto molto oneroso. Inoltre, vi è il vantaggio di usufruire di un prodotto essiccato in maniera naturale e senza l’uso di conservati.

Con l’impiego di un essiccatore per gli alimenti anche l’uso degli altri elettrodomestici, e il loro relativo consumo energetico, può essere ottimizzato. Gli alimenti disidratati possono essere conservati semplicemente in dispensa, lasciando spazio libero nel congelatore per altre tipologie di prodotto. Un vantaggio non indifferente, soprattutto, se dobbiamo disidratare grosse quantità di prodotto.

Natalia Piciocchi è un libero professionista che da anni si occupa di qualità e conservazione degli alimenti. E’ autrice di testi agronomico-culinari. Scrive per varie aziende per la recensione di prodotti alimentari, utensili per la casa e la cucina.

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